Caro Novembre,

Sai benissimo che non sei tra i miei mesi preferiti per molti motivi: ti sei portato via il mio babbo in quel lontano 17 novembre 2005, mi porti via il sole caldo di ottobre e mi accompagni piano piano nella fredda aria di dicembre e nell’inverno, che affronto sospesa nell’attesa del ritorno dell’estate.

Eppure, ti sono già grata e, caro novembre, quest’anno hai un sapore diverso.

Ti sono grata perchè con il tuo arrivo è arrivato un bel virus che mi ha messa KO: febbre, vomito, tanto tanto sonno e debolezza.

Però, devo dirlo, è stato un bene.

Ho rallentato, mi sono riposata, ho riposato il mio corpo e la mia mente, ho staccato dal cellulare e dai mila messaggi che arrivano ogni giorno.

Mi sono concentrata su di me e sulla mia famiglia.

Caro novembre, si comincia bene.

E non solo per questo.

Il mese di ottobre è stato l’inizio della mia rivoluzione: le dimissioni a lavoro, nuovi progetti in arrivo. Ma ero ancora in transizione.

Tu Novembre saldi e rinforzi queste decisioni.

Sei forse un po’ rude e meno gentile di Ottobre, ma mi metti faccia a faccia con me stessa e mi spingi ad agire, lasciando andare la paura.

Già, la paura.

Mi sono accorta solo da poco di quanto questa emozione sia stata sempre presente e condizionante per me.

La mia paura nasce dall’assenza di fiducia, in me stessa e nel mio intuito.

Questa assenza è colmata dalla paura.

Ed è una paura che blocca e che condiziona.

Quando non sei salda in te ogni parola e pensiero detto da altre persone, magari anche persone amiche o a cui tieni, ti fanno diventare una banderuola al vento.

E intanto il tempo passa e tu non decidi, il tempo passa e tu sei bloccata, il tempo passa e la tua mente è sempre più confusa.

Caro novembre, grazie: tu sei il mese in cui lascio andare la paura e faccio entrare la fiducia in me stessa.

Come?

Ho trovato il coraggio di decidere, di tappare la tante voci che giravano nella mia testa, di centrarmi su me stessa e ascoltare il mio cuore.

Di lasciar parlare l’intuito, quella voce che non si lascia sopraffare dalla paura.

E rischiare. Fare un passo nell’ignoto.

Sono partita da me stessa, dalla consapevolezza di chi sono, dalla mia costituzione (se vuoi saperla anche tu basta fare il questionario che trovi sul mio sito!), ricordando le tante volte in cui sono stata una guerriera e ho vinto la paura, sono stata a contatto con la natura, ho mangiato il cibo migliore per me (per questo ti basta scaricare la mia guida “I sapori della salute”), mi sono avvicinata alla divinazione, alle carte oracolari, ho meditato molto lavorando sul controllo delle emozioni, e sull’abbondanza (la paura è sempre sintomo di scarsità) e ho scelte le guide giuste, mio marito e una amica molto preziosa.

Questo però non vuol dire che devi ignorare la paura, perché è un istinto utile alla tua sopravvivenza e in ogni caso non puoi sperare di sradicarla per sempre dalla tua vita.

La soluzione è imparare a conviverci, ascoltarla senza giudizio e farci aiutare quando ne abbiamo bisogno, tenendola invece a bada quando ci mette i bastoni tra le ruote.