Allattamento e Ayurveda

i sapori della gravidanza un prezioso sostegno alla mamma e al suo latte
Il momento post parto e l’inizio dell’allattamento, è per la neomamma un periodo molto delicato dal punto di vista fisico ed emotivo: il corpo esce provato dal parto e necessita, in poco tempo, di rimettersi in forze.

C’è urgente bisogno di energia fisica e mentale per accudire il neonato nei suoi primissimi mesi di vita: mente e corpo hanno quindi necessità immediata di essere nutriti, rinvigoriti e coccolati.

In questo l’Ayurveda rappresenta un’arma vincente: questa antichissima disciplina considera infatti l’individuo nel suo complesso fisico e psichico, propone rimedi naturali e permette di elaborare uno stile alimentare personalizzato sul singolo individuo e adatto a lui e alle sue esigenze.

Di fatto, apprendere gli insegnamenti di questa antica medicina significa percepire la vita nella sua totalità (corpo, mente, spirito) e approcciarsi ad uno stile di vita capace di mantenerci in salute, forti e vitali.

Tratta il tuo corpo come un tempio

Alimentarsi bene e coccolare il proprio corpo è fondamentale per la neomamma.

In Ayurveda la coccola per eccellenza è il massaggio del corpo.

La mano che ci massaggia risveglia tutti i nostri sensi, in particolare il tatto e con il senso del tatto, la percezione del nostro corpo: e cosa c’è di più voluttuoso che il percepire noi stessi?

Il piacere della percezione del nostro corpo, rilassa la mente e la riposa: le preoccupazioni si allontanano e così anche i pensieri si rarefanno: questo è l’inizio del benessere sia del corpo che della mente. Forse è per questo che in India il massaggio non è praticato solo da esperti, ma – e su questo il popolo indiano è molto saggio – è parte integrante della vita quotidiana: inizia dai primi momenti della nascita per continuare poi tutta la vita.

Cerchiamo quindi di ritagliarci del tempo, anche 10 minuti, per massaggiare il nostro corpo con olio di sesamo: questo auto-trattamento rigenera la pelle ed equilibra tutti e tre i Dosha (Vata, Pitta e Kapha) che in Ayurveda sono gli “ingredienti” essenziali della costituzione di ciascun individuo.

La nostra costituzione, secondo la medicina ayurvedica, è determinata infatti dalla miscela di questi tre temperamenti.

Oltre a gestire il nostro comportamento e le nostre reazioni ogni Dosha controlla svariate funzioni fisiologiche e metaboliche del corpo. Ad esempio:

Vata: sistema nervoso, la pelle, la respirazione, l’intestino, la peristalsi, l’evacuazione;
Pitta: muscoli, sistema digestivo, metabolismo, reazioni immunitarie;
Kapha: tessuto adiposo, le pulsioni fondamentali (dormire, mangiare, riposare).

Il dosha Kapha: radicamento e crescita del corpo

Nel periodo post parto e all’inizio dell’allattamento, la neomamma avrà necessità di una dieta che sostenga e sviluppi il dosha Kapha.
Questo dosha, fatto dagli elementi terra e acqua, gestisce la corporeità, i tessuti, la distribuzione dei nutrienti nell’organismo, il grasso, e i bisogni fondamentali per vivere: mangiare, dormire, riposare.
Fondamentale quindi per la produzione di latte, ma anche per la ripresa veloce del corpo della mamma.
Kapha si trova prevalentemente nei sapori dolci e nei cibi untuosi e liquidi.
Sono quindi consigliati:
Cereali
Grano: ricostituente, dolce, rinvigorente,nutriente, untuoso, stabilizzante;
Orzo: leggero e dolce, aiuta a non squilibrare kapha, promuove la forza
riso: dolce, untuoso, nutriente.
Legumi
ceci e lenticchie (meglio se decorticate per evitare la produzione di aria): leggeri, di potenza freddi, dolci, preparati in forma di zuppa alleviano i disturbi di pitta e kapha.
fagioli mung o verdi o soia verde (mung dal): dolci e astringenti, alleviano gli squilibri di pitta e kapha
Pesce: dolce, di potenza calda, promuove la forza, nutriente, untuoso.
Uova: danno vigore e favoriscono la fertilità. Sono dolci e non causano sensazioni di bruciore.
Frutta

In generale tutta la frutta va bene, perchè ha un sapore dolce e aumenta Kapha.
In particolare la frutta di stagione va sempre bene in Ayurveda: la medicina indiana è molto attenta al rispetto della stagionalità, ritenendo che la natura offra ciò di cui il nostro organismo ha bisogno nella stagione e nel momento adatto.

Segnalo per la loro proprietà “untuosa” e “costruttiva del corpo” quindi molto adatte alla produzione di latte materno, questi tipi di alimenti:

Per la frutta
Cocco: nutriente, untuoso, dolce, promuove la forza
Dattero: dolce, nutriente, afrodisiaco, benefico per ferite e sensazioni di bruciore
Giuggiola: dolce, untuosa, lassativa, allevia vata
Mandorle e noci: untuose, dolci, promuovono la forza, alleviano gli stati di ansia, nutrienti, aumentano kapha
Mango: altamente idrante, allevia i disturbi di vata, in particolare la secchezza, aumenta la massa corporea e i fluidi del corpo;
Melograno: dolce, astringente, allevia vata e promuove la digestione.
Uva: dolce, untuosa, pacifica Vata, è nutriente e afrodisiaca. Utile anche contro le sensazioni di bruciore, la febbre, le difficoltà respiratorie.
Per la verdura
Avocado: dolce. leggermente caldo. E’ tonificante, nutriente, lenitivo, emolliente. Nutre il fegato, i polmoni e la pelle, forma la muscolatura e il sangue, è ottimo negli stati di debilitazione e durante la convalescenza.
Barbabietola: dolce e leggermente calda, lenitiva e tonica, agevola la produzione di sangue e favorisce le mestruazioni.
Cetriolo: dolce e astringente. Freddo. Ottimo in estate per la sua azione dissetante, rinfrescante, diuretica. Contro le infezioni dell’apparato urinario.
Lattuga: dolce e astringente. Fredda. Rilassa e purifica la mente. E’ alterativa, astringente, diuretica, depura il sangue e la linfa e dà sollievo nelle sensazioni di bruciore. Aiuta a rendere chiara la mente e controlla le emozioni calde.
Melanzana: dolce e astringente. Fredda. Molto nutriente e lenitiva, ha un altissimo valore alimentare. Ottima durante la convalescenza da febbre.
Patata: dolce, astringente, fredda. Diuretica, sedativa e tonificante, è adatta a tutti e tre i dosha ma, in eccesso, può aggravare Vata e Pitta. E’ forse il vegetale più nutriente, dà forza e vigore, blocca la diarrea e migliora l’assorbimento.
Pomodoro: Dolci e acidi. Caldi. Favoriscono la circolazione, sono ottimi per il cuore, il colesterolo e l’ipertensione, ma possono aggravare le condizioni del sangue se sono presenti molte. tossine. Sono rinfrescanti e dissetanti.
Zucchini: Dolci. Freddi. Sono diuretici, rinfrescanti ed espettoranti. Come i cetrioli, ma in misura minore, sono un ottimo cibo per l’estate.

Un aiuto dorato alla neomamma: il ghee

Questo “oro liquido” facilità l’assimilazione e la digestione dei cibi, ed è d’aiuto in casi di coliti e ulcere gastrointestinali. Nonostante sia grasso non appesantisce il fegato, ma anzi, lo rafforza!
Per l’Ayurveda, il ghee allunga la vita perché agisce sui tessuti nervosi, tonificandoli. Migliora, di conseguenza, la nostra memoria e stimola l’intelligenza e la percezione.

Sostenere corpo e mente

La marmellata Ayurvedica Chyawanprash è un potente rimedio Rasayana, ovvero in grado di promuovere la longevità e la giovinezza del sistema corpo-mente.

Si presenta come una marmellata nera e la sua origine si perde nella notte dei tempi. La storia racconta di un vecchio saggio di nome Chyawana, seduto su una roccia da decenni, assorto in pratiche di meditazione in mezzo alla foresta. Destato fortuitamente, si innamorò di una giovane principessa. Temendo di non poter coronare il suo sogno d’amore, chiese aiuto agli Dei e, ricevute indicazioni, vagò nella selva alla ricerca di erbe e frutti per preparare una potente pozione. Assumendo quotidianamente la miscela, la sua età regredì e ritrovò la forza e la giovinezza necessaria per sposare la giovane promessa.

Chyawanprash ha come ingrediente principale l’amla (conosciuta come l’uva spina indiana), ricchissima in vitamina C.
Tutti gli innumerevoli ingredienti (circa un centinaio!!) sono fondamentali:

l’erba Guduchi (detta “Nettare degli Dei”)
l’Ashwaganda (potente adattogeno)
il miele Prabada (definito in Ayurveda “moltiplicatore di energia”),
spezie, frutti, noci e semi.
La formula è in grado di bilanciare la presenza dei cinque elementi che compongono la nostra natura (Acqua, Aria, Terra, Fuoco e Spazio) e di tutti e sei i rasa, ovvero i gusti (dolce, amaro, salato, aspro, astringente e piccante), rivelandosi l’integratore perfetto per pacificare i tre Dosha.

Shatavari

Il nome botanico dello shatavari è Asparagus racemosus, che fa parte della famiglia degli asparagi. È nota come pianta adattogena, che vuol dire che aiuta l’organismo ad affrontare meglio gli stress fisici.

Nell’Ayurveda è particolarmente usata come rimedio in grado di aiutare il sistema riproduttivo, soprattutto femminile; riequilibra inoltre il tratto digestivo.

Shatavari infatti in sanscrito significa “colei che possiede cento radici” o anche “colei che possiede cento mariti” proprio in riferimento alle proprietà ringiovanenti del sistema riproduttivo femminile e alla capacità di migliorare la fertilità.

La routine del sonno

Nel caso di agitazione, nervosismo e notti in bianco possono essere molto benefiche tisane di biancospino, tiglio o melissa. Cerchiamo di evitare troppi caffè e tè!
Ottime anche le tisane di finocchio e verbena, che riducono, migliorano e calmano le coliche del neonato!

Se vuoi rilassarti puoi aggiungere alcune gocce di olio essenziale di sandalo all’acqua calda del bagno, oppure versarle in un flacone di olio di jojoba o di mandorle, per poi massaggiarlo direttamente sulla pelle.