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Arancio, estate, melone… e il dosha Pitta

di Martina Notari

Siamo finalmente giunti all’estate: la natura ci offre i suoi succosi frutti, il sole il suo massimo splendore e calore, e nella filosofia ayurvedica avanza il dosha Pitta, re per eccellenza dell’estate.

Ma che cosa sono i tre Dosha? Ricordiamolo velocemente.

I tre Dosha, Vata-Pitta-Kapha, sono gli “ingredienti” essenziali della costituzione di ciascun individuo.

In sostanza potremo definirli, semplificando molto, come tre temperamenti: nevrotico (vata), focoso (pitta) e torpido-viscerale (kapha).

La nostra costituzione, secondo la medicina ayurvedica, è determinata dalla miscela di questi tre temperamenti. Quello dominante gestisce il comportamento della persona, gli altri restano in subordine, ma si manifestano comunque, anche se in maniera più lieve.

Ogni Dosha gestisce svariate funzioni fisiologiche e metaboliche del corpo.

Nel caso di Pitta si parla di muscoli, sistema digestivo, metabolismo, reazioni immunitarie.

Possiamo dire che una persona è un Vata, un Pitta o un Kapha, in base a quale dei tre Dosha emerge nella sua prima modalità di agire o reagire (un Pitta ad esempio sarà focoso e impulsivo)

Pitta- l’ardore

Quando si parla di passione, fuoco, ardore, eccitazione, allora siamo in presenza del dosha Pitta.

Denominato colui che splende, è splendido, acuto e penetrante.

Composto dall’elemento fuoco, e quindi strettamente legato al fuoco digestivo, infatti la sua sede è l’intestino tenue, luogo dove avviene la trasformazione del cibo e dove ha sede il fuoco digestivo.

La persona Pitta ha solitamente una corporatura media, con una muscolatura ben formata e la pelle ben idratata che tende ad un colore chiaro rosato (le lentiggini sono una sua caratteristica, come il sudore abbondante).

Sopporta male il sole, ha presenza di nei in abbondanza, la sua pelle è tendente ad eruzioni (es acne – ezemi).

I capelli sono dritti con colore che vanno dal biondo chiaro, rosso, castano chiaro (i capelli che si imbiancano prematuramente è un eccesso di fuoco che va a bruciare il pigmento del colore, ma anche la perdita di questi, che negli uomini porta alla calvizie, è legata all’elemento fuoco in eccesso).

Quando è in equilibrio ha un metabolismo ottimo: un Pitta sano, nonostante mangi tanto, non ingrassa.

Dal punto di vista psicologico sono ottimi strateghi, sono intelligenti (il fuoco fa luce), questo fa di loro degli ottimi leader in tutti i campi.

Hanno autorevolezza, sicurezza, sono ambiziosi di fare i capi, amano viaggiare, la prosperità, sono competitivi, adorano splendere nel lusso e gli piace mettere in mostra il loro successo.

Questo Dosha si occupa anche della digestione delle esperienze della vita e anche delle emozioni che si hanno quando mangiamo (es. se mangiamo quando siamo arrabbiati, oltre al cibo ingerito avrà da metabolizzare e digerire anche questa rabbia).

I tipi di malattie che più lo colpiscono sono quelle dell’apparato digerente come gastriti, ulcere, ma anche infiammazioni intestinali, squilibri ormonali, disturbi del sangue e del fegato, bruciori e pruriti vari sulla pelle.

La dieta per Pitta: il melone

La dieta adatta comprende frutta e verdura fresca. Ricordiamo che Pitta è caldo, leggermente oleoso, liquido, fluido, e i gusti dolci, amari e astringenti lo alleviano in quanto non contengono l’elemento fuoco.

La frutta ha da essere matura, dolce e succosa: va bene l’uva, la melagrana, il mango, la banana, l’avocado, le pere, le mele dolci, l’uvetta, i datteri, i fichi, i cachi, le pesche e le albicocche.

E adesso che siamo in estate particolarmente indicato per il dosha Pitta è il melone, con il suo bel colore arancio e la sua straordinaria freschezza e idratazione, fondamentali per questo dosha.

Il melone è composto principalmente da acqua, quindi fondamentale per Pitta, e contiene soprattutto potassio, fosforo, calcio, vitamina C e B3. Contiene anche la niacina, un potente antiossidante.

La presenza di fosforo e calcio rende il melone un ottimo alleato delle ossa, mentre il betacarotene aiuta l’organismo a produrre melanina; il melone è quindi anche un valido alleato della tintarella.

E ora una buonissima ricetta crudista a cura dell’operatrice olistica Sara Maltagliati.

CHEESECAKE AL MELONE RAW

INGREDIENTI

Per la base:

120gr di noci pecan (se non riuscite a trovarle, anche le mandorle con buccia andranno benissimo)
160gr di datteri denocciolati

Procedimento:

  • Prendete le noci precedentemente ammollate almeno 4 ore (meglio se tutta la notte), le sciacquate dall’acqua d’ammollo e le inserite nel mixer con i datteri ammollati almeno 2 ore.
  • Frullate, ma lasciando che il composto risulti granuloso e appiccicoso.
  • Aiutandosi con la base umida di un cucchiaio, livellate bene la base e mettetela in frigo.

Nel frattempo procedete con la preparazione della crema.

Per la crema:

1° variante

  • 150 gr di noci di macadamia
  • 30 gr di miele di acacia o sciroppo d’acero
  • 100 gr di melone
  • 60 gr di olio di cocco sciolto a bagno maria (si solidifica solo al di sotto dei 25°)
  • 1 pizzico di sale
  • prendete le noci precedentemente ammollate minimo 4 ore, meglio se tutta la notte, le sciacquate e le inserite nel mixer insieme al resto degli ingredienti, fino ad ottenere una crema che uniremo alla base e metteremo in frigo almeno 2 ore prima di consumare la cheesecake.

2°variante

  • 200 gr di noci di macadamia
  • 30 gr di miele di acacia o sciroppo d’acero
  • 60 gr di olio di cocco
  • 1 pizzico di sale
  • inseriamo tutto nel mixer e creiamo la prima crema bianca, mettiamo il composto sulla base e inseriamo in frigo, nel frattempo prendiamo:

 

  • 200 gr di melone
  • 30 gr di farina di semi di lino chiari x non compromettere il colore arancio del melone
    frulliamo i due ingredienti insieme e versiamoli sulla prima base bianca.

Mettiamo in frigo almeno 2 ore prima di consumare.

Competenze

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Postato il

Agosto 10, 2020

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